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Le Illustrastorie

America Centrale

Le mani grandi e olivastre si muovevano con destrezza sul piano da lavoro: la carne che aveva cucinato era talmente tenera che sotto il suo coltellaccio sembrava burro mentre i fagioli sbuffavano sulla fiamma ardente, sprigionando un odore invitante. Le tortillas erano già pronte, aspettavano soltanto di essere farcite e il chili sonnecchiava in una grossa pentola di coccio. America Centrale si tamponò la fronte con il dorso della mano, raddrizzò le spalle larghe e piegò il collo a destra e a sinistra per sgranchirsi un po’: erano ore che si trovava nella cucina del suo ristorante – come ogni giorno – tra padelle, mestoli e densi fumi di cottura ma la stanchezza che sentiva addosso era sempre ben ripagata dai sorrisi dei clienti e dalle loro facce che esternavano piacere al contatto con ciò che preparava e quindi non si perdeva mai d’animo. Ormai America Centrale non era più un ragazzino ma un uomo adulto che stava per diventare papà di una minuscola creatura di cui immaginava già i lineamenti scuri come i suoi, consapevole che si gli avrebbe rubato il cuore e il sonno. Sua moglie, che lo aiutava a gestire il ristorante, si affacciava soltanto con la testa nella cucina perché lui temeva che i suoi maldestri collaboratori le potessero sbattere contro il pancione e dunque, sbuffando, la donna era costretta a parlargli dall’uscio della porta. Mentre dettava ordini a destra e manca e i suoi aiutanti si affaccendavano intorno a lui, America Centrale finì di preparare le enchiladas che dovevano essere servite al tavolo quattro: le impiattò su delle stoviglie tonde e giallo ocra, guarnì la pietanza con una spolverata di paprika dolce e aggiunse qualche ricciolo di peperoncino verde. Il cameriere venne a prendere i piatti e lui sbirciò dalla vetrata i clienti mentre assaporavano uno dei tipici piatti della sua cultura. Una leccatina di labbra, occhi a pesce lesso e compiacimento vicendevole: America Centrale seppe di aver preparato un buon piatto. Un guizzo attraversò i suoi occhi color tabacco e un sorriso compiaciuto si stagliò sul viso spigoloso e far da spilla ai suoi capelli neri. 

© Nicoletta Froechlich

© Rosa Ingenito