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Le Illustrastorie

America del Nord

I riccioli dorati e ribelli gli cadevano davanti al viso spigoloso e il fisico magro ma atletico era irrigidito dall’ansia. Si stava abbottonando i polsini della camicia bianca fresca di stiratura, mentre il suo gatto persiano sonnecchiava sul pouf blu scuro accanto allo specchio. Fece abilmente il nodo alla cravatta sottile e indossò la giacca scura in tinta con i pantaloni; le lancette dell’orologio con il cinturino di pelle che aveva sul polso si spostarono a formare le 8:30 e America del Nord seppe che mancava mezz’ora al primo giorno di lavoro più importante della sua vita. Dopo anni di gavetta non retribuita e rifiuti vari, aveva finalmente ottenuto un impiego alla Borsa di New York: tutti quelli che volevano lasciare il segno nella vita economica del paese sognavano di lavorare all’interno della rinomata Big Board di Wall Street, la più grande borsa valori del mondo. America del Nord era molto ambizioso ed era riuscito ad entrare in quel mondo fatto di numeri e denaro dopo tanti sacrifici, scavalcando i figli di papà pluri raccomandati, trascorrendo le sue nottate a lavorare in squallidi bar per racimolare qualche soldo e le sue giornate facendo tirocini presso studi più o meno prestigiosi senza guadagnare nulla. Si era fatto largo a gomitate per arrivare in cima, grazie soprattutto al suo carattere combattivo e risoluto, e con astuzia e ingegno aveva usato ogni mezzo per poter raggiungere il suo fine. Si guardò allo specchio e gli occhi azzurri che gli restituirono lo sguardo furono così penetranti da incoraggiarlo e fargli venir fuori un ghigno complice, complice di sé stesso. Prese la valigetta ventiquattrore dal tavolino all’ingresso e lasciò il suo appartamento con la consapevolezza che, da quel momento, sarebbe entrato a far parte della Mahnattan che contava. 

© Nicoletta Froechlich

© Rosa Ingenito